Eroi ed altre favole digitali

Eroi ed altre favole digitali

venerdì 10 agosto 2012




Il soggetto che vedete, fa parte di un carnet di disegni a colori che ha come tema la musica” live “. Sono realizzati su normali fogli di carta bianca A4, senza l’ausilio ne’ della gomma, ne’ della matita.


" Letture Estive "

" Se sono cio’ che sono e non cio’ che ho,nessuno puo’ privarmi ne’ della mia sicurezza ne’ del mio senso di identita’,e neppure minacciarlo di farlo.Il mio centro e’ dentro di me; la mia capacita’di essere e di esprimere i miei poteri essenziali e' parte integrante della mia struttura caratteriale e da me dipende.Questo vale per i processi normali dell’esistenza anche se,naturalmente,non per circostanze quali legati a una malattia che renda invalidi,alla tortura,o ad altri casi di forti costrizioni esterne.
Mentre l’avere si fonda su qualcosa che l’uso diminuisce,l’essere viene incrementato dalla pratica. (Il “roveto ardente” che non viene consumato dalle fiamme e’ il simbolo biblico di questo apparente paradosso.).I poteri della ragione,dell’amore,della creazione artistica individuale,insomma tutti i poteri essenziali,crescono grazie al processo del loro esprimersi.Cio’ che si spende non va perduto,ma al contrario va perduto cio’che si conserva.L’unica minaccia alla mia sicurezza nella condizione dell’essere risiede in me stesso:nella mancanza di fede nella vita e nelle mie capacita’ creative;in tendenze regressive; nella pigrizia interiore e nell’aspirazione che siano gli altri a provvedere alla mia vita.Si tratta pero’ di pericoli che non sono inerenti all’essere,mentre il pericolo di perdere e' inerente all’avere ".



Erich Fromm 1956

venerdì 13 luglio 2012

Out of the Net # 4 ( Fine del primo capitolo)


 Out of the net e’una storia a fumetti che ho iniziato a scrivere  e disegnare un po’ di tempo fa .  Pensavo che la trama fosse adatta ad un ciclo “breve” di disegni. Pian piano ho composto un capitolo di circa centodue pagine….   ( Forse  cinque o sei in piu’ adesso non so dirlo con certezza ) ed ho messo  in cantiere nuove idee da accostare ad altrettanti scenari.La grafic - novel  e’composta  di albi o mini albi che a loro volta “comporranno” dei capitoli. Una storia lunga ed autoconclusiva….

 Ecco una bozza della copertina…..

mercoledì 21 dicembre 2011

“ Buon Natale e ciao, CIAO 2001”

   La signora del  piano di sotto , mi chiede di aiutarla  a recuperare l’albero di Natale che custodisce in soffitta . E’ posizionato molto in alto, la’ dove, ella,  poverina, non puo’ arrivare.  Accetto di buon grado, poggio la matita sul tavolo e , cercando di non calpestare le parti della superficie appena lavate dagli addetti alle pulizie del palazzo,ci accingiamo a raggiungere il piano superiore .Ci mettiamo subito al lavoro . Effettivamente, le cianfrusaglie natalizie, sono conservate  a poca distanza dall’ultimo mattone , quasi toccano il tetto ; cosicche’, salgo su un bidone di tempera vuoto tentando di abbassare il livello di altezza  fra me e il cimelio natalizio. Ormai e’ fatta !!  L’albero, mi cade fra le braccia, insieme ad alcuni pastorelli e dei giornali . Non appena scendo dal bidone, mi accorgo di aver qualcosa sotto i piedi . Sollevo il  piede, ed intravedo i giovanissimi  Kraftwerk, imberbi, con camicie rosse e cravatte nere. Sullo sfondo, Chick Korea  brinda da una tazza di The….  Ho fra le mani  il  numero 18  della rivista  Ciao 2001 del 7 Maggio del 1978… . La poggio sul tavolo e mentre cerco di rimettere  a posto alcune delle cose rimaste a terra , la signora prende la rivista, la guarda e dice : “ Ecco lo Sapevo ! qui c’e’ un mucchio di roba da buttare  ! “. Nervosamente  inizia a strapparla . Cerco di distrarla, indicandole alcune parti della stanza piena di robaccia altrettanto inutile  e le chiedo di poter entrare in possesso dell’ elemento “cartaceo”. Mi  sorride,  risponde che posso tenerlo . Il tesoro e ‘ diviso in due parti, la copertina e tutto il resto della rivista. Tengo la copertina in mano ed il resto lo poso su di una sedia posizionata appena fuori l’entrata del gabbiotto . A tentoni scendo un attimo di sotto a chiudere la porta rimasta aperta. Torno di sopra, ma della rivista, nemmeno l’ombra . Poco fa , era poggiata una rivista, su questa sedia ! Detto cio’, chiedo gentilmente ad una delle signore che sta effettuando un ’ultima passata di lucido alla superficie delle scale se per caso l’abbia vista…..  
“ No...non l'ho vista.Spero per te che qualcuno non l'abbia gettata nel cestino dei rifiuti" aggiunge .

giovedì 24 novembre 2011

Petrovic’ , Rasuminich e Zossimov discutono di economia…

-  Non e’ vero ? continuo’ Piotr Petrovic’ , volgendo un amabile sguardo a  Zossimov. – Convenite anche Voi , - seguito’, rivolgendosi a Rasumichin, ma gia’ con una certa sfumatura di trionfo e di superiorita’, e per poco non aggiunse: “giovanotto”, - che c’e’ un avanzamento, o ,come si dice,un progresso,non fosse che in nome della scienza e della verita’ economica….
-         Un luogo comune !
-         No, non e’ un luogo comune ! Se  a  me, per esempio  , finora dicevano “ama” ed io “amavo”; che cosa ne conseguiva ? –   Continuo’Piotr Petrovic’, forse con eccessiva precipitazione, - ne veniva ch’io strappavo il caffettano* per meta’, lo dividevo col prossimo, e tutt’e due restavamo mezzi nudi, secondo il proverbio russo: “ Se andrai dietro a piu’ lepri in una volta, non ne raggiungerai neppur una”. La scienza invece dice: ama, prima di tutti te solo, giacche’ tutto nel mondo e’ fondato sull’interesse personale. Se amerai te solo, farai i tuoi affari come si deve, e il tuo caffettano rimarra’ integro. La verita’ economica poi aggiunge che, quanti piu’ affari privati bene assestati, e , per cosi dire, caffettani interi ci sono nella societa’, tanto piu’ numerosi sono i suoi solidi fondamenti e tanto meglio vi si assesta anche l’interesse comune. Pertanto, acquistando unicamente ed esclusivamente per me,con cio’ stesso appunto acquisto, in certo modo per tutti e ottengo che il prossimo riceva qualcosa piu’ d’un caffettano strappato e non gia’ dalle liberalita’ private, singole ma in conseguenza del progresso generale. Pensiero semplice, ma , disgraziatamente, per troppo tempo non venuto in capo, occultato dall’infatuazione e dalle fantasticherie, eppure parrebbe che non ci voglia molto acume per intuire……..
-         Scusate, anch’io non ho acume, - interruppe aspramente Rasumichin,- e percio’ smettiamo. Io , vedete, queste chiacchiere di auto consolazione, tutti questi incessanti,  ininterrotti luoghi comuni, e sempre la stessa cosa , sempre la stessa cosa , mi sono durante questi tre anni venuti a nausea che, in fede mia,  arrosisco anche quando non gia’ io, ma altri si mettono a parlare in mia presenza. Voi, s’intende, vi siete affrettato a esibirvi nelle vostre cognizioni, questo e’ scusabilissimo, e io non condanno. Ma io adesso volevo soltanto sapere che uomo foste voi; perche’, vedete, alla causa comune si sono agganciati negli ultimi tempi tanti trafficanti di ogni sorta, e a tal punto hanno deformato a loro vantaggio qualunque cosa  abbian toccato, che hanno proprio insudiciato tutto quanto. E ora basta !



*CAFFETTANO : s.m. abito maschile turco, di lana o di seta spesso a righe colorate,simile ad una veste da camera.




Tratto dal romanzo  del 1866  “Delitto e castigo” di  Fedor Dostoevskij