Eroi ed altre favole digitali

Eroi ed altre favole digitali

mercoledì 21 dicembre 2011

“ Buon Natale e ciao, CIAO 2001”

   La signora del  piano di sotto , mi chiede di aiutarla  a recuperare l’albero di Natale che custodisce in soffitta . E’ posizionato molto in alto, la’ dove, ella,  poverina, non puo’ arrivare.  Accetto di buon grado, poggio la matita sul tavolo e , cercando di non calpestare le parti della superficie appena lavate dagli addetti alle pulizie del palazzo,ci accingiamo a raggiungere il piano superiore .Ci mettiamo subito al lavoro . Effettivamente, le cianfrusaglie natalizie, sono conservate  a poca distanza dall’ultimo mattone , quasi toccano il tetto ; cosicche’, salgo su un bidone di tempera vuoto tentando di abbassare il livello di altezza  fra me e il cimelio natalizio. Ormai e’ fatta !!  L’albero, mi cade fra le braccia, insieme ad alcuni pastorelli e dei giornali . Non appena scendo dal bidone, mi accorgo di aver qualcosa sotto i piedi . Sollevo il  piede, ed intravedo i giovanissimi  Kraftwerk, imberbi, con camicie rosse e cravatte nere. Sullo sfondo, Chick Korea  brinda da una tazza di The….  Ho fra le mani  il  numero 18  della rivista  Ciao 2001 del 7 Maggio del 1978… . La poggio sul tavolo e mentre cerco di rimettere  a posto alcune delle cose rimaste a terra , la signora prende la rivista, la guarda e dice : “ Ecco lo Sapevo ! qui c’e’ un mucchio di roba da buttare  ! “. Nervosamente  inizia a strapparla . Cerco di distrarla, indicandole alcune parti della stanza piena di robaccia altrettanto inutile  e le chiedo di poter entrare in possesso dell’ elemento “cartaceo”. Mi  sorride,  risponde che posso tenerlo . Il tesoro e ‘ diviso in due parti, la copertina e tutto il resto della rivista. Tengo la copertina in mano ed il resto lo poso su di una sedia posizionata appena fuori l’entrata del gabbiotto . A tentoni scendo un attimo di sotto a chiudere la porta rimasta aperta. Torno di sopra, ma della rivista, nemmeno l’ombra . Poco fa , era poggiata una rivista, su questa sedia ! Detto cio’, chiedo gentilmente ad una delle signore che sta effettuando un ’ultima passata di lucido alla superficie delle scale se per caso l’abbia vista…..  
“ No...non l'ho vista.Spero per te che qualcuno non l'abbia gettata nel cestino dei rifiuti" aggiunge .

giovedì 24 novembre 2011

Petrovic’ , Rasuminich e Zossimov discutono di economia…

-  Non e’ vero ? continuo’ Piotr Petrovic’ , volgendo un amabile sguardo a  Zossimov. – Convenite anche Voi , - seguito’, rivolgendosi a Rasumichin, ma gia’ con una certa sfumatura di trionfo e di superiorita’, e per poco non aggiunse: “giovanotto”, - che c’e’ un avanzamento, o ,come si dice,un progresso,non fosse che in nome della scienza e della verita’ economica….
-         Un luogo comune !
-         No, non e’ un luogo comune ! Se  a  me, per esempio  , finora dicevano “ama” ed io “amavo”; che cosa ne conseguiva ? –   Continuo’Piotr Petrovic’, forse con eccessiva precipitazione, - ne veniva ch’io strappavo il caffettano* per meta’, lo dividevo col prossimo, e tutt’e due restavamo mezzi nudi, secondo il proverbio russo: “ Se andrai dietro a piu’ lepri in una volta, non ne raggiungerai neppur una”. La scienza invece dice: ama, prima di tutti te solo, giacche’ tutto nel mondo e’ fondato sull’interesse personale. Se amerai te solo, farai i tuoi affari come si deve, e il tuo caffettano rimarra’ integro. La verita’ economica poi aggiunge che, quanti piu’ affari privati bene assestati, e , per cosi dire, caffettani interi ci sono nella societa’, tanto piu’ numerosi sono i suoi solidi fondamenti e tanto meglio vi si assesta anche l’interesse comune. Pertanto, acquistando unicamente ed esclusivamente per me,con cio’ stesso appunto acquisto, in certo modo per tutti e ottengo che il prossimo riceva qualcosa piu’ d’un caffettano strappato e non gia’ dalle liberalita’ private, singole ma in conseguenza del progresso generale. Pensiero semplice, ma , disgraziatamente, per troppo tempo non venuto in capo, occultato dall’infatuazione e dalle fantasticherie, eppure parrebbe che non ci voglia molto acume per intuire……..
-         Scusate, anch’io non ho acume, - interruppe aspramente Rasumichin,- e percio’ smettiamo. Io , vedete, queste chiacchiere di auto consolazione, tutti questi incessanti,  ininterrotti luoghi comuni, e sempre la stessa cosa , sempre la stessa cosa , mi sono durante questi tre anni venuti a nausea che, in fede mia,  arrosisco anche quando non gia’ io, ma altri si mettono a parlare in mia presenza. Voi, s’intende, vi siete affrettato a esibirvi nelle vostre cognizioni, questo e’ scusabilissimo, e io non condanno. Ma io adesso volevo soltanto sapere che uomo foste voi; perche’, vedete, alla causa comune si sono agganciati negli ultimi tempi tanti trafficanti di ogni sorta, e a tal punto hanno deformato a loro vantaggio qualunque cosa  abbian toccato, che hanno proprio insudiciato tutto quanto. E ora basta !



*CAFFETTANO : s.m. abito maschile turco, di lana o di seta spesso a righe colorate,simile ad una veste da camera.




Tratto dal romanzo  del 1866  “Delitto e castigo” di  Fedor Dostoevskij

domenica 23 ottobre 2011

Toh ! Ho disegnato Wolverine !

Cerco le chiavi di casa per  un quarto d’ora, prima di trovarle a terra vicino la libreria. Un gesto inconsulto  e alcuni albi a fumetti  di  Wolverine, in bilico fra il muro e la libreria , mi cadono sulla testa. Le copertine sono malridotte e strappate sulla parte destra della facciata .Un giorno di tanti anni fa,durante un temporale, mi caddero in una pozzanghera. Le ho conservate comunque. Le illustrazioni , stupende, disegnate con abilita’ e con il realismo dei grandi fumettisti americani, raffigurano ,Wolverine, incazzato (e’proprio il caso di dirlo), come una bestia. Molte volte mi sono chiesto, perche’ lo stesso Wolverine ce l’abbia cosi’ tanto con il mondo intero….Perche’ e’ cosi’ iracondo ? Perche’?  Perche’, proprio facile facile, la vita del povero wolvy non lo e’mai stata ! Quand’era molto piccolo in un momento di delirio febbrile, Wolverine scopre di avere una forza straordinaria e degli  artigli potentissimi che gli fuoriescono dalle  dita. E’ complicato da capire , lo so, ma io voglio provarci lo stesso a raccontarti come e’ andata. Dunque,  Wolverine e’moribondo a causa della febbre altissima, ma nulla gli impedisce di sobbalzare dal letto e correre giu’ per le scale, allarmato dal sonoro scoppiettare di un paio di fucilate. Gli artigli acuminati ammazzano suo padre  (che nella ricca tenuta in cui vive il piccolo Wolverine svolge il lavoro di giardiniere).Quest’ultimo, paghera’ duramente la colpa di aver sparato al patrigno che fingeva di essere il suo vero padre. Il piccolo, rinnega la madre per avergli nascosto la verita’ e scappa in mutande assieme al fratello anch’egli “mutante”. I due si arruolano nell’esercito  e ormai grandicelli subiscono una fucilazione, ma i proiettili nulla possono contro la forza sovrumana dei mutanti…. Ad un certo punto del film, Wolverine decide di voler abbandonare la carriera del supereroe, mettendosi a fare il “manovale” ed innamorandosi di una bella figliuola : una supertopona che riesce ad assoggettare le persone al proprio volere soltanto sfiorandole . Purtroppo, anch’ella muore uccisa per mano del fratellastro di Wolverine !! ! !!  Quest’ultimo, preso dallo sconforto, decide di sottoporsi ad un pericolosissimo intervento chirurgico facendosi iniettare l’Adamantio, una sostanza che lo renderebbe invulnerabile per sempre. Durante il difficile intervento qualcosa va storto, l’Elettrocardiogramma del supereroe e’ piatto, Wolvy sta per morire, ma improvvisamente viene resuscitato da qualcosa di “scientificamente inspiegabile”.La  coscienza, riproduce le immagini dei bei momenti passati insieme alla sua amata e tutto cio’, basta a farlo tornare in vita. 
 L’operazione e’ perfettamente riuscita e lui e' fisicamente piu’ forte di quanto non lo fosse già. Wolvy ora  vuole vendicarsi , va a cercare il fratello e durante le  ricerche organizza una rimpatriata con  alcuni amici anch’essi supereroi. Estremamente convinto che questi ultimi sappiano dove sia nascosto suo fratello, li minaccia “ bonariamente “ sbattendone qualcuno a terra .Finalmente, avviene lo scontro. I due si incontrano nel peggiore bar di Caracas e  dopo averla fatta fare addosso ad  alcuni ubriachi,  ignari della forza dei supereroi , Wolverine scopre che la sua donna non era morta !!!!  La Supertoperoina  fece finta di morire ! Come se non bastasse l’artiglione diviene cosciente che il sentimento d’amore che nutriva per lei, molto probabilmente, non era mai stato corrisposto !  Sicuramente mi sara’ scappato qualche altro particolare, ma questa l’estrema sintesi della storia .
Ora e’ tutto piu’ chiaro……

mercoledì 17 agosto 2011

Spazio - Italia 2011






                                                                                                                                                          

venerdì 29 luglio 2011

"Out of the net"

Questa e’ la copertina del primo numero di  “Out of the Net”. E’ una storia a fumetti di mia invenzione . Trattasi delle avventure di Leo Mannagifer, un musicista che vive in un mondo surreale e violento. Le  uniche armi che ha per difendersi sono gli strumenti musicali ma…………………

La  cosa  piu’importante  e ‘ che finalmente ho delle copie da distribuire !  Tale piccolo, gaudioso avvenimento, si colloca all’interno di un altro evento speciale che segna il ritorno di “Cartastraccia”. La vecchia signora fanzine tende a ringiovanire , si “veste”di tante nuove idee , progetti ed autoproduzioni . Ha un simbolo tutto nuovo : Il simpatico alberello che spunta sulla destra di questo ed altri  monitor . Cliccandoci sopra, sarete collegati alla piattaforma del nostro nuovo universo .
Io e miei  amici : Simone Angelini , Michela Tobiolo , Fabio di Campli , Marco Taddei , Maximiliano Sanvitale e Filippo Toriello saremo lieti di ospitarvi presso il nostro stand all’interno della manifestazione “ Indipendent Comics Festival “ che si svolgera’ il 29,30 e 31 di Luglio ad Atessa ( Ch ) . Saremo lieti di offrirvi eccezionali “ diversivi “ da toccare,  guardare, leggere e portare a casa !!

martedì 31 maggio 2011

Orpheus

                                                                                                                              

                                                                                                                        

venerdì 13 maggio 2011

" Tex detestava le bibite gassate....."

Secondo alcune statistiche, alla fine degli ottanta, un’altissima percentuale di cittadini italiani non spegneva la tv, nemmeno quando usciva di casa . Posso testimoniare che tutto cio’era assolutamente vero, e a chi non crede alle leggi della statistica, bastera’ “farsi due conti”. Oltre al rapporto umano, al telefono fisso, al tubo catodico ed ai segnali di fumo, non vi erano altri modi per interagire o socializzare. Anche  per strada, si correva  ancora il rischio di potersi immedesimare in Rocky Balboa: i piu’ grandi davano o ricevevano  un pugno in viso, senza  che ognuno interpellasse per forza il proprio avatar  o premesse il tasto “ mi piace ”. I discorsi politici erano accesissimi e “faccia a faccia”.La situazione politica in Italia  si avviava verso la presa di coscienza della cittadinanza tutta, e di cosa volessero significare alcuni “epiteti” usati  dai nostri nonni come : “  Piove ! Governo ladro ! ” . Viceversa, la situazione internazionale, proponeva scenari assai  piu’ interessanti come: la fine della guerra fredda , la caduta del muro di Berlino, i pink floyd che reinterpretavano “the wall”, la caduta delle barriere culturali ancora esistenti fra Germania est e Germania Ovest ed immagini sequenziali ritraevano un ragazzo cinese con delle bandierine in mano che  tentava di ostacolare la strada a quattro carrarmati . Forse e’ solo un mio parere, ma il nostro paese restava  ( piu’ o meno.. ) uguale a come e’ ora… . L’agire “politico” veniva tradotto nel rinfacciarsi la colpa di scelte politiche sbagliate che  era stata talvolta di “destra”, talvolta  di “sinistra”. Faticosa era la vita per un ragazzino di quattordici anni che sognava di diventare grande , sempre al centro di opposte tifoserie, che origliava i discorsi di  uomini politici ben vestiti piuttosto educati  che usavano parole incomprensibili,  e che tali sarebbero rimaste, se la scuola non fosse stata sostituita dall’insegnamento di certi “cattivi maestri”. Uno me ne e’ venuto  in mente, non  a caso. Un giorno di tanti anni fa, comparve vestito da pirata, nei  tanti manifesti che tappezzavano i muri della mia citta’. Militava come front man in un gruppo musicale misconosciuto, dal nome davvero singolare . I Litfiba avevano gia’ cavalcato “l’onda nuova” del rock italiano, erano preparati e sapienti, la loro musica era accompagnata da  testi “seri”, “poetici”, “politici”, “affascinanti”, di difficile comprensione, perche’ destinati ad un pubblico un po’ piu’ “adulto”. Non furono questi i motivi “sufficienti” a convincere i miei genitori a mandarmi al concerto,ma con ritardo accettarono. In cambio, mi riempirono la testa di miliaia di raccomandazioni. Andai solo. Tentai di comprare il biglietto, ma gli ultimi rimasti, furono assegnati a dei ragazzi molto piu’ grandi di me. La canzone  “Gira nel mio cerchio”, si avviava verso le battute finali, allorche’seguii alcune persone intenzionate a scavalcare una recinzione abbastanza alta , sormontata da tre linee rette di filo spinato. Saltai per ultimo. Intimorito dalle voci degli addetti al servizio d’ordine , volli saltare in fretta, mi si strapparono i  pantaloni  e leggere escoriazioni coprirono parte delle mie gambe. Il dolore fu in parte, mitigato dalla musica  e dalle parole della canzone successiva :  ” L' orizzonte e' nello specchio, l'orizzonte e' dentro me, ho distrutto tutto il tempo perche' il tempo e' solo mio, cielo basso sui capelli l' orizzonte e' dentro me, ho scolpito sulla pelle che chi piange ridera'. Questo mostro ha cento occhi , cento occhi come spie ma quei bastardi ridono, mi hanno tolto mani , bocca e occhi.  Con il cuore in quella piazza tiene a mente Tienammen,la morte, la porta, la liberta' e la violenza perdera' e ogni gabbia uccide un uomo ma la rabbia fa' resistere e ha scolpito sulla pelle che chi piange ridera'. Sono il vento, sono libero come il vento, senza fine sono il vento”…. Circondato da gente “osannata”, ma felice, impegnata e nello stesso tempo spensierata,  fu quella, la prima volta nella vita in cui mi sentii davvero libero e adesso posso dirlo a me stesso, con certezza, fu quello il concerto piu’ bello a cui abbia mai assistito. Uscii  soddisfatto, felice,trionfante,le piccole ferite in parte gia’ secche. Ero stato fortunato a poter partecipare all’evento,  soprattutto dopo essermi accorto che in molti non riuscirono ad entrare . Ci furono momenti di tensione fra due gruppi rivali. La polizia al centro assisteva pronta ad intervenire. Un gruppo ascoltava quella canzone in cui si parlava  di coca – cola. Ascoltavano musica per mezzo dell’autoradio di una macchina posizionata a nord . L’altro gruppo ascoltava, appunto, i Litfiba, dallo stereo di una macchina posizionata a sud . Da quest’ultima scese Tex . Tex era altissimo, magro ma muscoloso e vestito di pelle. (Era stato soprannominato in quel modo perche’ spesso canticchiava la canzone dei Litfiba chiamata appunto Tex, di cui conosceva tutte le parole a memoria.).. . Uno dei ragazzi  appartenenti al gruppo opposto si avvicino’ pacificamente a Tex  porgendogli una bottiglia di Coca cola .  Disse: “  Hai sete ? Tieni, fatti un sorso! In fondo siamo amici…no ? ”. Quest’ultimo prese la bottiglia, guardo’ dentro, e successivamente gli verso’ il contenuto addosso bagnandolo dalla testa ai piedi ,  poi si fece passare una bottiglia di vino da alcuni amici ,  la diede al ragazzo e rispose : “ Tieni, questo e’ molto meglio!! !”, nel frattempo si guardo’ intorno dandosi un “tono” e  gli altri del suo gruppo scoppiarono a ridere ridicolizzando il ragazzo ed i suoi amici…. Tex si congratulava con i suoi, per aver sbeffeggiato i propri rivali, ma dalla fine del gruppo, un piccoletto con la barba incolta cercava di sbracciarsi, cercando di attirare su di se l’attenzione di Tex .  Dall’alto dei suoi pensieri Tex lo noto’. “ Cosa vuoi piccoletto qualcosa non va ? ” urlo’. ” Ma che cazzo hai fatto, lo sai di chi e’ il figlio quello li’?” rispose l’altro. ”Lasciatelo passare !” disse Tex. Il piccoletto si avvicino’ e  bisbiglio’qualcosa nell’orecchio di Tex , il quale sbianco’. La situazione di sottoposizione a cui venne assoggettata il ragazzo venne ribaltata . Il ragazzo  della “Coca cola solidale” divenne  cosciente della propria “forza” , cosicche’ sollevo’ da terra la bottiglia di vino versandola sul capo di  Tex . Lo bagno’ dalla testa ai piedi , poi piglio’ la  bottiglia di Coca cola quasi vuota e glie la passo’. Gli disse :  “ Scusa, non l’ho fatto a posta, ma in fondo siamo amici vero ? ” . Tex  bevve l’ultimo  sorso rimasto,  e rispose : “ Sai che non l’avevo mai assaggiata ? Avevi ragione e’ davvero squisita!”






















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